Sarebbe ora che i giovani si svegliassero un po' - La terra dei sogni desti

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19 agosto 2020
" Sarebbe ora che i giovani si svegliassero un po' "

  Sarebbe ora che i giovani si svegliassero un po'. In questo tempo vedo attivi solo pochi vecchietti, e quando i vecchietti sono più svegli dei giovani vuol dire che il mondo si è fermato. Dalle nostre parti suol dirsi che ”i giovani dormono con la zizza in bocca", per cui restano sogni l’aspirazione e il desiderio che un accenno di risveglio possa dar vita a gruppi di azione civile, di studio, di collaborazione,che si possano individuare figure carismatiche e competenti, figure intelligenti e di comprovata ed elevata moralità, figure libere che possano contrapporsi al nulla che dilaga. Eppure è urgente un risveglio tale che non escluda nessuna soluzione attiva, occorrerebbe anche saper sacrificare la propria vita in questo momento particolare della storia, in fondo non ci sarebbe neanche tanto da perdere perché, non ci giro attorno, questi sono gli ultimi anni del genere umano, quella che si configura non è umanità e non è garantita nessuna continuità della specie, la fine è alle porte e i nostri figli, i nostri giovani moriranno con le zizze in bocca o facendosi un selfie, rintontiti di fumo e di alcool in discoteca, vaccinati ma non svezzati, apparentemente vivi, sostanzialmente in pausa, in blocco, sempre in attesa di qualcuno che pigi il tasto di riavvio.
   I giovani di oggi dormono perché i giovani di ieri russavano come maiali. I giovani continuano a dormire e non comprendono minimamente né gli interessa che la storia ha fallito, ogni teoria economica e politica ha fallito, la scienza ha fallito, ogni chiesa ed ideologia ha fallito, non comprendono che è ormai necessario ed indispensabile rinunciare a tutto il vecchiume del nostro passato e dare finalmente spazio e respiro al nuovo; ma affinché il nuovo avanzi è indispensabile, a qualsiasi costo, aprire gli occhi, puntare lo sguardo oltre la gabbia limitata e restrittiva della propria quotidianità, uscir fuori dallo stagno melmoso delle proprie convinzioni e abitudini; via, uscir fuori dal sistema e gridare forte:

Voglio essere libero da tutto e da tutti…persino da me stesso!
Voglio morire ogni giorno per cominciare a vivere!
Voglio correre il rischio di morire per davvero pur di provare ad essere completamente vivo!
 
   Sono sicuro che tutto si riavvierebbe, tutto verrebbe da sé. Temo che l’umanità non abbia ancora capito una legge di vita fondamentale: “se non c’è un ‘uno’ intero non c’è nemmeno il tutto… se non c'è una base integra, tutto col tempo è destinato inevitabilmente a sgretolarsi rovesciando polvere e macerie che si propagano ovunque” come del resto sta avvenendo.












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