Non occorre credere in Dio, è più importante viverlo - La terra dei sogni desti

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30 marzo 2020
"Non occorre credere in Dio, è più importante viverlo"

Stamattina mia figlia mi ha visto mentre leggevo un libro il cui argomento era Dio e quindi mi ha chiesto: "papà ma perché leggi di Dio se tu non ci credi in Dio?"
Innocentemente deve aver tratto questa conclusione da alcuni ragionamenti che mi ha sentito fare con la mamma e con amici a telefono o perché non mi avvertì particolarmente entusiasta della sua scelta di frequentare il catechismo, cosa che però che non le ho impedito né le impedirei mai di fare.
Mi sono reso conto che anche altre persone hanno tratto questa considerazione da alcuni miei post e articoli che ho inserito sul mio sito e sui social. Evidentemente lascio intendere questo… eppure non è assolutamente così. Ho provato a spiegare a mia figlia che non occorre credere in Dio, che è più importante viverlo. Ho provato a spiegarle che Dio è ovunque e circonda l'uomo in ogni momento e in ogni luogo. Ho provato a spiegarle che Dio non è lontano e che è la fonte di ogni cosa, di ogni essere vivente, è ogni essere visibile ed invisibile del creato, Dio è tutto ciò che ci rende vivi, è ciò che ci tiene insieme, è unità; è ciò che ci consente di comunicare, perciò quando leggo un libro che parla di Dio si tratta di un libro che parla anche di noi, di tutti noi.
Al che mi ha risposto: "se è come dici tu allora Dio è pure nel coronavirus... e allora perché ci fa così tanto male e ci tiene separati e rinchiusi in casa?”
Superato il momento di sgomento per la complessità e la profondità della domanda, ho chiuso il libro e aprendo il balcone le ho risposto:
“Vai fuori a papà! Vai un attimo fuori, e guardati attorno, poi ritorna dentro”. Mia figlia è andata fuori il balcone, si è attardata per qualche secondo ed è rientrata.
- Che cosa hai visto amore? –
- Ho visto il sole e la luce, e le case… che bello papà! Che gioia! - mi ha risposto.
- Bene amore mio adesso vai di nuovo fuori e chiudi gli occhi -
Lei ha obbedito e poi guidata da me è rientrata dentro. Le ho chiesto: - e adesso che cosa hai visto tesoro? –
- Niente papà. Non ho visto niente. Non si può vedere con gli occhi chiusi!
Quindi ho aggiunto: - E allora ti chiedo… credi che il sole e la luce, e le case tenendo gli occhi chiusi non esistano? -
- No papà lo so bene che esistono lo stesso. -
- Ecco… allo stesso modo che si legga un libro che parla di Dio o che non lo si legga, che Dio lo si preghi o non lo si preghi, credi che la luce ed il sole non brillino lo stesso? E’ questo quello che conta. E’ di questo che devi avere rispetto. E il coronavirus è come quei pochi attimi in cui hai chiuso gli occhi, ma è anche la voce della luce, del sole e di tutte le cose che ti invita a riaprirli e a godere della sua gioia, della sua presenza. Dio non ha bisogno di essere creduto né ha bisogno di essere pregato. Pregare Dio è come chiamare qualcuno che è già qui con te e non te ne rendi conto perché credi che sia altro, che sia altrove o perché non gli dedichi la giusta attenzione. Dio è già in atto.Te lo ripeto ancora: Dio è tutto. E’già tutto. C’è solo una cosa astratta ed ingannevole che non è Dio… è una parola…e questa parola è Dio! -
Mia figlia mi ha guardato fisso negli occhi, per un lungo attimo e in napoletano (di solito parla correttamente l’italiano, ma quando vuole dire qualcosa di importante e categorico si esprime nella lingua partenopea) ha esclamato perplessa : - Papà tu nun stai buon ca cap’ -











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