Il crocifisso è un deterrente della gioia - La terra dei sogni desti

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4 settembre 2019
Il crocifisso è un deterrente della gioia...

Il crocifisso è un simbolo crudele, un efficace ed implacabile deterrente della gioia. Un simbolo legato a troppo dolore, a troppa ferocia. E' un simbolo di una spietatezza indicibile e di una violenza senza eguali, che rappresenta tempi e metodi vecchi che ci si augura superati. Che si sia cristiani o cattolici sarebbe ora di cambiare il marchio dell'azienda. Io suggerirei una rinfrescatina dell'immagine. Via il crocifisso dalle chiese, dalle scuole, dagli uffici e da tutti i posti dove siamo soliti metterlo, via il crocifisso troppo disumano, barbaro e per niente attuale. Molto meglio sostituirlo con qualcosa che richiami alla vita. Tuttavia, per non allontanarci da un'iconografia sacra e per mantenerci sul classico, magari potremmo usare il presepe... quello con la grotta, col bue e l'asinello (che richiamano ad una visione più ambientalista), e con la Madonna e il Bambinello (chiaro riferimento alla famiglia... "famiglia naturale" si intende... per carità... non spingiamoci troppo oltre... magari tra diecimila anni arriveremo anche alle famiglie arcobaleno!!!), con San Giuseppe (padre adottivo e lavoratore, quindi in questo caso un riferimento alle famiglie moderne, così indaffarate e incasinate) infine ci infiliamo sopra la stella cometa (introducendo così il concetto di viaggio, di luce, di energia) ed il gioco è fatto. Sostituiamo pure l'abusato e tristissimo segno della croce con un semplice bacio lanciato con una mano alla vita che ci circonda. Sarebbe opportuno anche un nuovo brand. Via i vecchi slogan inneggianti al sacrificio, al dolore, all'espiazione, alla colpa di non si sa bene cosa, alla ricompensa di non si sa bene cosa; sostituiamoli con più vitali e ludici punti di vista. Ecco, questo di seguito potrebbe fare al caso nostro:

"Via dalla croce! Gesù è vivo. Corri, parla e gioca con Gesù"

Il tutto sostenuto da un bel video con il Cristo intento a giocare con una cerchia di bambini.
Gesù che dapprima, in primo piano, esclama rammaricato: - ... e io che ho perso più di duemila anni su quella croce marcia e infame.
Gesù che poi abbassando gli occhi sui volti dei bambini esclama commosso: - Bimbi miei scendete anche voi dalle vostre croci. Smettetela di stare rinchiusi dalla mattina alla sera nelle vostre scuole, nelle vostre fabbriche, nei vostri uffici, date a queste cose il giusto valore, la giusta quantità di tempo; lasciate a casa quegli aggeggini infernali a cui donate troppo del vostro tempo, scambiatevi i messaggi di persona, con gli occhi negli occhi, con la vostra voce autentica, scendete nelle strade e giocate, giocate e condividete il vostro sorriso. E' il vostro sorriso il paradiso. Bimbi miei siete voi il paradiso di oggi e di domani. Siate beati e restate bambini anche quando non avrete più denti per sorridere.
Infine, in segno di ringraziamento al Padre, il Cristo alza occhi e braccia al cielo, e parte la sigla di chiusura (Maria Callas "O mio babbino caro" di Giacomo Puccini). Dissolvenza. FINE










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