Credo in un mondo - La terra dei sogni desti

Vai ai contenuti
17 dicembre 2020
" Credo in un mondo "
Quello che segue alla fine di questo breve articolo è un testo che scrissi una trentina di anni fa e devo dire che già nutrivo notevoli dubbi su quanto descritto nelle righe iniziali e finali del testo. Mai come in questi giorni siamo davvero obbligati a credere e lo saremo sempre più se non ci rendiamo presto conto che questo grosso incubo in cui "crediamo di vivere" e da cui "crediamo di poterci svegliare" grazie ad un vaccino, in fondo un medicinale di cui ci viene ribadito continuamente, come un ulteriore "credo ipnotico" essere l'unica soluzione ad un problema di cui non conosciamo appieno le origini, le cause, le implicazioni. È la storia dell'umanità: "noi dobbiamo credere". Fino a pochi mesi fa dovevamo credere alla nostra patria, al nostro governo, alla nostra fede, al nostro lavoro, alla famiglia, ultimamente invece, quasi esclusivamente, alla nostra sopravvivenza. Da secoli siamo stati condizionati a credere nella "croce" ma mai a sapere cosa c'è "dietro la croce", non abbiamo mai imparato a vedere il mondo da dietro la croce.












.

L'intuizione che un tempo mi appariva folle, ora sembra stia diventando sempre più verosimile, e questa sensazione, incomprensibile da un punto di vista razionale, tuttavia trova in me spazi di persuasione, e richiede margini di possibilità che non mi sento di escludere; e come me milioni di persone sembrano avvertire o premonizzare che ci stiano preparando un mondo dove ci verrà imposto di essere sani e non di essere naturalmente sani, un mondo dove ci verrà imposto di essere vivi e non di essere naturalmente vivi, un mondo dove la nostra umanità, la nostra intima essenza, la nostra unicità, la nostra creatività verrà annullata e cancellata del tutto in nome di una funzionalità globale vuota e virtuale, e questa funzionalità non sarà condivisione, ma solo un terribile e distopico programma che si ridurrà a questo: “essere una sorta di archivio umano digitalizzato, fin quando necessario, essere linee di codici, pacchetti di funzioni da far interagire a comando, parti scompattate e divise di una rete, una immensa filiera di opache luci che si spegneranno silenziosamente, una ad una, vittime inconsapevoli e complici involontari del rapido, atroce tramonto della “dismessa” razza umana, ormai ritenuta al margine di un vecchio  ‘PROGETTO’” che ha radici nei secoli passati e che più di qualcuno, più di qualche grosso personaggio di potere e fama mondiale chiama GREAT RESET.

CREDO IN UN MONDO

Credo in un mondo in cui
si è realmente liberi di non credere.
Credo in un mondo in cui
l’uomo non si identifichi in niente
se non col Tutto.

Credo in un mondo in cui
tiranni dottrine ed imperi
come scheletri di dinosauri
siano testimoni e monito:
«così grandi eppure così piccoli
di fronte agli arcani disegni».

Credo in un mondo in cui
eserciti ed armi
siano simbolo del superfluo
ed immagine dello spreco.

Credo in un mondo in cui
non si lavori per vivere
e non si viva per lavorare.

Credo in un mondo in cui
i figli non camminino
nelle impronte dei padri,
ma che liberi volino in alto
con le proprie ali.

Credo in un mondo intero
senza buchi nel cielo e nelle carni,
né voragini nei cuori.

Credo in un mondo senza croci,
né eroi né martiri,
un mondo dove i templi son le strade
e chiese son le case.

Credo in un mondo in cui
l’uomo non sia così pazzo
da gridare: «Io credo».


Via Federico della Monica, 16 - Salerno
Edy Fummo | Cell: +39 3479927157
Torna ai contenuti