BLOG La terra dei sogni desti - La terra dei sogni desti

Vai ai contenuti

Nelle scuole di umanità le classi sono vuote ormai.

La terra dei sogni desti
Pubblicato da in BLOG su temi di cultura, arte coscienza, spiritualità ·
Tags: BLOGsutemidiculturaartecoscienzaspiritualità
Nelle scuole di umanità le classi sono vuote ormai. Nè maestri nè allievi, solo banchi impolverati. La campanella non suona più, nessuno che corre felice nei corridoi nè chi grida: - finalmente a casa!
  A casa nessuno che aspetta. La vita non insegna più niente, abbiamo rinchiuso tutto in una scatolina a portata di mano, basta un clic e il nostro mondo si manifesta con la sua ostinata virtualità, il quotidiano lavoro dell'instancabile genio della lampada è a nostra completa disposizione e rapidamente soddisfa ogni nostro desiderio, tutto quel che c'è da vivere è li dentro, in quei pochi centimetri cubi di plastica e ferro, di schede e circuiti; diario, sussidiario e ricreazione è tutto lì, anche gli amici di banco.
È tutto lì!



Tutto quello che occorre: i nostri viaggi, le nostre spese, i nostri contatti, le nostre relazioni, i nostri giochi, i nostri interessi, il nostro dissenso, ogni nostro svago o impegno o curiosità nasce, se nasce, quando le scatoline proiettano l'ologramma delle nostre vite. Al naturale entusiasmo della vita abbiamo preferito l'occupazione della mente, un impegno semplice, immediato, continuo e certo ha sostituito la gioia e il rischio della scoperta. Abbiamo preferito la "certezza della virtualità" all'incertezza della realtà. Abbiamo preferito la scienza di vivere all'arte di vivere, la veglia al sogno. Il risultato di tutto questo è che le singole vite hanno perso ulteriormente contatto con la totalità dell'esistenza. In un solo giorno ci incontriamo mille volte con tutto e con tutti senza muoverci di un solo passo, tutti insieme in un'immensa tavola imbandita a festa e nessuno si ciba realmente, nessuno conosce più neanche velatamente il vero sapore della vita, nessuno conosce realmente il vicino di tavolo, nessuno conosce chi e perchè si festeggia...la festa finisce e nessuno se ne accorge...ci rendiamo conto, improvvisamente, di essere morti viventi, solo quando la scatolina è scarica o quando finiscono i minuti di lavoro del genio della lampada (ebbene anche lui ha diritto a stancarsi ogni mese) ma non c'è problema alcuno, magari sarà sufficiente solo un nuovo piano di abbonamento, una maggiore velocità o semplicemente una ricarica da 10 euro ed eccoci di nuovo pronti a "ricollocarci nel mondo". Poi ci si meraviglia se ci si sente sempre più soli e vuoti. Ci si stupisce indignati se si confonde la morte, quella vera, con quella simulata nei videogiochi. Sono sicuro che queste considerazioni le avrete già lette e sentite in tutte le salse, ma dal momento che considero questo problema di vitale importanza e visto che la sua drammaticità aumenta di giorno in giorno, trovo che sia sempre più opportuno evidenziarlo.
So benissimo che le parole lasciano il tempo che trovano ed è per questo che ieri rinunciando in prima persona all'utilizzo della scatolina infernale sono andato a chiamare un mio amico, di persona, fino a casa, ho citofonato, mi ha risposto il figlio con poche, lapidarie parole: - papà non è in casa, lo trovi sul telefonino! -
Sono rimasto lì incollato al citofono ancora per diversi minuti. Poi mi è arrivato uno squillo...era il mio amico...non ho risposto...e tenendo premuto a lungo il tasto di accensione...mi sono spento.



Nessun commento

Edy Fummo - La terra dei sogni desti
Via Federico della Monica, 16 - Salerno | Cell: +39 3479927157
Torna ai contenuti