A proposito della questione "crocifisso... - La terra dei sogni desti

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02 ottobre 2019
A proposito della questione "crocifisso nelle scuole"

A proposito della questione "crocifisso nelle scuole" (cosa di cui sul mio sito, un po' per scherzo, avevo già scritto un articolo pochi giorni fa), http://www.laterradeisognidesti.it/il-crocifisso-e-un-deterrente-della-gioia.html
 
Ecco, continuo e concludo quanto già scritto: al posto del crocifisso metterei anch'io un ritratto ma non quello del presidente, metterei quello di Giordano Bruno a cui i sostenitori del crocifisso bruciarono non solo le radici.

Mi chiedo: ma come si fa a parlare di radici, a sentirsi parte di queste illusorie "fondamenta", quando la verità dei fatti storici è così lontana dall'essere provata. Come si fa ad affermare che un pezzo di legno palestinese a cui hanno - "forse" e sottolineo forse - inchiodato un uomo ebreo sia simbolo delle nostre radici, della nostra cultura.
Come si fanno ad affermare cose del genere quando dalla lettura dei quattro Vangeli si evincono quattro testimonianze diverse una dall'altra, piene di contraddizioni che riguardano sia i luoghi, le motivazioni e i tempi dei fatti presumibilmente accaduti. Non si sa bene nemmeno che forma avesse questa croce perché ai tempi di Gesù le croci usate dai romani per eseguire le sentenze erano principalmente di tre tipi: la crux decussata o la croce di Sant’Andrea (due pali che formavano una X); la crux commissa o a T e, per ultima, la crux immissa o croce comune. Inoltre c'è da dire che esistono vangeli apocrifi dove si racconta che il Cristo non sia mai stato crocifisso. E a nulla vale la commedia ingenua della Sindone la cui sceneggiatura fa acqua da tutte le parti.

Tutto ciò, invece, dovrebbe indurci a considerare queste presunte radici - quanto meno da un punto di vista storico - molto contorte e nutrite da acque poco limpide e chiare. Ma piuttosto che perdersi in diatribe inconcludenti non è meglio indagare, studiare, dubitare, documentarsi, approfondire. Sì...dico io... approfondite la conoscenza, ma soprattutto quella di voi stessi e scoprirete che esistono cose insospettabili e meravigliose dentro e fuori di voi che vi apriranno finestre su mondi dove il Cristo cammina tra miliardi di altri cristi... e allora la questione del crocifisso vi sembrerà così stupida e banale. Concludo con un'ultima provocazione: vi siete mai chiesti se a Gesù avrebbe fatto piacere essere ricordato sulla croce o sarebbe stato più contento se avessimo onorato il suo ricordo, e indicato il significato profondo della sua vita con l'immagine che lo raffigura mentre parla gioioso ai bambini? Ogni volta che me lo chiedo mi viene in mente questa frase "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto". Perchè dubitiamo? Sarà forse questo il motivo per cui abbiamo scelto il crocifisso? Non sarà forse perché preferiamo vederlo morto, "per noi", inchiodato su una croce, piuttosto che saperlo vivo, libero e felice da qualche parte o su qualche altro mondo nell'infinito?
 
 
Io penso a un universo infinito.
Stimo infatti cosa indegna della infinita potenza divina che,
potendo creare oltre a questo mondo un altro e altri ancora, infiniti,
ne avesse prodotto uno solo, finito.
Così io ho parlato di infiniti mondi particolari simili alla Terra”.
Giordano Bruno
 













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